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Serie A, arriva il tempo dell’arrivederci: i verdetti della stagione 2020/2021

Nonostante il legittimo scetticismo che aleggiava tra appassionati ed addetti ai lavori, la stagione sportiva 2020/2021 è giunta alla sua conclusione senza grossi patemi d’animo. Certo non sono mancati i problemi o le polemiche – qualcuno ha detto Juventus-Napoli della terza giornata? – ma, contestualizzandola ad un momento storico mai vissuto prima nell’era moderna, la Serie A si è conclusa come da calendario stilato la scorsa estate.

Il Covid-19 ha più volte minato le certezze di club e tifosi ma, alla fine, non è riuscito ad impedire al calcio di andare avanti e di tenere milioni di spettatori incollati davanti allo schermo: già, perché di tornare in pianta stabile allo stadio non è stata cosa. Diverso sarà con gli – oramai imminenti – Europei itineranti, pronti a riaccogliere un numero congruo di spettatori all’interno degli stadi che vedranno le nazionali continentali sfidarsi per questo prestigioso trofeo.

Come ad ogni fine percorso è doveroso riepilogare tutti i verdetti di questa storica edizione della Serie A: il tricolore se lo è aggiudicato, oseremmo dire con pieno merito, l’Inter di Antonio Conte. I neroazzurri sono usciti alla lunga, grazie ad un girone di ritorno pressoché impeccabile: le 15 vittorie – su 19 incontri disputati – sono state il frutto di un lavoro maniacale del tecnico salentino, in grado di plasmare a propria immagine e somiglianza un gruppo cresciuto esponenzialmente con il passare delle settimane. Dall’alto dei 91 punti in classifica i meneghini guardano tutti da un punto privilegiato, inclusi i cugini rossoneri: staccato di ben 12 lunghezze, il Milan può comunque ritenersi soddisfatto della propria stagione, avendo centrato una qualificazione alla prossima Champions League dopo troppi anni di digiuno. Lo ha fatto a discapito di una – non più – sorprendente Atalanta, sconfitta proprio dai rossoneri all’ultima di campionato: la stagione degli uomini di Gasperini è comunque servita per inserire, oramai di diritto, il club orobico tra le realtà più importanti della nostra Serie A.

A chiudere il cerchio delle qualificate alla prossima edizione della Champions c’è poi la Juventus, capace di una rimonta pazzesca ai danni del Napoli proprio nelle ultime settimane. Gli uomini guidati da Andrea Pirlo – alla prima esperienza da allenatore – sono stati sicuramente la più grande delusione della stagione e, se non fosse stato per il quarto posto ottenuto al fotofinish, più di una testa sarebbe saltata. Proprio i partenopei sono i grandi delusi dell’ultima giornata di campionato: tutti li davano tra le prime quattro della graduatoria al termine degli ultimi 90’, ma la Fatal Verona è costata agli azzurri la quinta piazza finale (con annessa qualificazione alla prossima Europa League).

A far compagnia agli uomini del patron De Laurentiis ci saranno i compagni cromatici della Lazio, artefici di una stagione altalenante ma tutto sommato in linea con le previsioni di inizio anno: non va dimenticato che i biancocelesti hanno superato il girone di qualificazione in Champions, soccombendo negli ottavi alla corazzata Bayern Monaco. La settima piazza è andata – per appena due gol di differenza reti – alla Roma: i giallorossi hanno ottenuto gli stessi punti del Sassuolo, ma saranno loro a disputare la prima storica edizione della Conference League (la nuova competizione per club a livello continentale, con formula simile a Champions ed Europa League).

Chi invece non potrà giocare in Serie A la prossima stagione è il Parma, protagonista di una stagione in controtendenza con quanto visto negli ultimi anni: la squadra (allenata da Liverani prima e D’Aversa poi) è dimostrato una serie di lacune difensive inaccettabili per la categoria, meritando – con settimane di anticipo – la retrocessione in Serie B. Sicuramente diversa la stagione della seconda retrocessa: il Crotone ha affrontato la categoria da neopromossa, disputando una stagione coraggiosa e soprattutto dignitosa. La discesa in Serie B è certamente frutto della peggior difesa di tutta la storia della Serie A (battuto lo storico record di 91 gol subito del Casale, stagione 1933-34!), ma non può e non deve offuscare l’annata di alcuni elementi della compagine calabrese: su tutti, quella di Simy e Messias, tra i più chiacchierati calciatori di questa fase embrionale di calciomercato.

A chiudere il cerchio delle retrocesse ci ha pensato, un po’ a sorpresa, il Benevento di Filippo Inzaghi: i campani si sono resi protagonisti di un girone di ritorno da incubo, riuscendo a dilapidare un vantaggio di punti che – al termine delle prime 19 gare – faceva presagire tutt’altri scenari per i giallorossi. A sorridere più di tutti è stato il Torino di Davide Nicola (subentrato a Marco Giampaolo): dati per spacciati ad un mese dalla fine, i granata sono riusciti a restare aggrappati alla Serie A grazie ai 6 punti conquistati nelle ultime 6 gare di campionato.

Venendo invece ai verdetti individuali, il capocannoniere della Serie A è stato – per la prima volta nella sua storia – Cristiano Ronaldo: il portoghese ha chiuso la stagione con 29 gol, di cui 6 realizzati su rigore. Stesso numero di gol su penalty quelli realizzati da Romelu Lukaku, che ha chiuso l’annata con 23 reti in campionato; chiude il podio, un po’ a sorpresa, Luis Muriel dell’Atalanta.

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